Il mondo dei droni, tecnicamente noti come UAS (Unmanned Aircraft Systems), sta diventando sempre più popolare sia per scopi ricreativi che professionali. Tuttavia, c’è una grande differenza tra un pilota amatoriale e un professionista, non solo in termini di competenze, ma anche nelle attrezzature, nelle procedure e nell’approccio al lavoro. In questo articolo esploriamo le 5 principali differenze che li distinguono.
1. Formazione e Certificazioni
- Amatoriale: Un pilota amatoriale solitamente vola per passione o hobby, e spesso non possiede una formazione specifica o certificazioni riconosciute. Può conoscere le basi del volo ma non è necessariamente a conoscenza delle normative e delle responsabilità legate all’uso di un drone.
- Professionista: Un pilota professionista, invece, è obbligato ad avere certificazioni specifiche, come l’attestato di pilota remoto (A1/A3 o A2) previsto dalla normativa europea. Inoltre, un professionista deve dimostrare competenze teoriche e pratiche elevate, con una profonda conoscenza delle leggi sull’aviazione e sulla sicurezza.
2. Attrezzatura Utilizzata
- Amatoriale: Gli amatori spesso utilizzano droni consumer di fascia media, progettati principalmente per il divertimento o per scattare foto e video occasionali. Questi droni tendono ad avere capacità limitate in termini di autonomia di volo, qualità delle riprese e resistenza a condizioni meteorologiche avverse.
- Professionista: Un pilota professionista investe in droni avanzati, dotati di tecnologie all’avanguardia. Questi dispositivi offrono una maggiore durata della batteria, sensori avanzati per evitare ostacoli, videocamere di qualità cinematografica e funzionalità specifiche per usi tecnici, come termografia, mappature o ispezioni.
3. Approccio alla Sicurezza
- Amatoriale: Gli amatori possono non essere sempre rigorosi nella pianificazione del volo e nell’analisi dei rischi. Spesso volano in base al loro istinto o per sperimentare, senza considerare pienamente i potenziali pericoli.
- Professionista: La sicurezza è una priorità assoluta per i professionisti. Prima di ogni volo, viene effettuata una pianificazione accurata che include analisi del meteo, valutazione dello spazio aereo e controllo delle autorizzazioni necessarie. Inoltre, un pilota professionista segue rigorosamente i protocolli operativi per minimizzare i rischi.
4. Scopo del Volo
- Amatoriale: Il pilota amatoriale vola principalmente per divertimento o per catturare immagini personali. Non ha vincoli di consegna o aspettative elevate in termini di risultato.
- Professionista: Per un professionista, il volo è legato a uno scopo specifico, come la creazione di contenuti per aziende, la documentazione di eventi, le ispezioni tecniche o la realizzazione di rilievi fotogrammetrici. Ogni volo deve produrre un risultato di qualità elevata, rispettando tempi e standard professionali.
5. Assicurazione e Responsabilità
- Amatoriale: La maggior parte dei piloti amatoriali non possiede una copertura assicurativa per eventuali danni causati dal drone, limitandosi a volare in aree consentite per hobby.
- Professionista: Un professionista è legalmente obbligato a disporre di un’assicurazione adeguata per coprire eventuali incidenti o danni a terzi. Inoltre, è consapevole delle proprie responsabilità legali e segue tutte le normative per garantire un’operatività sicura e conforme.
Conclusioni
La differenza principale tra un pilota amatoriale e uno professionista risiede nell’approccio: mentre il primo vola per piacere, il secondo lo fa per lavoro, rispettando standard elevati di sicurezza, qualità e professionalità. Se stai considerando di intraprendere una carriera nel mondo dei droni, investire nella formazione, nelle attrezzature giuste e nella conoscenza delle normative è fondamentale per fare il salto da amatore a professionista.
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